LeiFestival


Giorgio Todde ci ha regalato una sua riflessione inedita, in esclusiva per l’incontro di oggi a LeiFestival.
Dire che siamo felicissimi di poterlo condividere con tutti voi è decisamente riduttivo!
Buona lettura…

Il paesaggio
Abitare è un’azione fondamentale.
“Dimmi come abiti e ti dirò chi sei” dice un saggio urbanista. E anche la salute del corpo e dello spirito dipendono in gran parte da come viviamo nei luoghi. Abitare male corrisponde a vivere male.

Per questo motivo mettere in relazione l’abitare e la differenza di genere non è roba da oziosi. Uomini e donne abitano in modo differente. E chi riesce a “vedere” le conseguenze dell’essere maschio ed essere femmina nel mondo intorno è a metà del cammino.

Se osserviamo la città o guardiamo la campagna ricaviamo l’impressione che il paesaggio sia deciso dai maschi.
Un’impressione così immediata da dubitare che sia esatta.
Cercheremo di ragionare sul paesaggio maschio/femmina a partire da domande elementari, ma grandi.
Il paesaggio è davvero fatto dai maschi?
E’ sufficiente essere una femmina per concepire un paesaggio femminile? Sarebbe diversa la città progettata e fatta da donne, esiste una città femminile?
La nostra vita e l’abitare sarebbero diversi in una città dove si legge il maschile e il femminile?
Ammesso che si possano “decontaminare” le donne da visioni del mondo maschili e i maschi da altri contagi, esiste una città dove si riconoscono le due componenti? E questa coscienza migliora la nostra condizione, produce benessere?

Si discute del potere della parola utilizzato dall’autorità maschile.
Ma molto prima di articolare la parola vediamo e percepiamo il mondo intorno, il paesaggio.
E conosciamo solo in piccola parte quale influenza questo contatto precoce abbia sulla nostra personalità.
Però immaginiamo che sia grande, qualche indizio lo possediamo. A qualche piccola conoscenza siamo arrivati.
E forse è possibile identificare quanto di maschile e femminile è contenuto in una scelta importante come quella abitativa. Magari a partire da bambine/i alle prese con il mondo dal loro passeggino.
Enormi le conseguenze possibili.
Comunque lo sforzo di comprendere come nel paesaggio si contaminano i sessi lenisce il dolore che deriva dal non riconoscere il valore della differenza.

Giorgio Todde